Rassegna stampa

Università:Siclari,modificare bando specializzazioni mediche

28 LUGLIO 2020

“Ho depositato un’interrogazione urgente al Ministro Manfredi, dopo essermi consultato con l’Ordine Nazionale dei Medici, perché modifichi il bando di accesso alle scuole di specializzazione dell’area sanitaria, contenuto nel Decreto direttoriale n. 1177 del 24 luglio 2020 del Miur”. Lo afferma, in una dichiarazione, il senatore Marco Siclari, di Forza Italia. “Assieme ai colleghi senatori Maria Rizzotti, Urania Papatheu, Giacomo Caliendo, Enrico aimi, Antonio Barboni, Sandra lonardo, Francesco BattistonI, Adriano Galliani, Alessandra Gallone, Fulvia caligiuri, Gilberto Pichetto fratin, Giuseppe Moles, Roberta Toffanin, Roberto Berardi, Fiammetta Modena, Andrea Cangini, Marco Perosino, Renato Schifani, Emilio Floris, Maria Rosaria Rossi, Domenico De siano e Luigi Cesaro che hanno sottoscritto l’interrogazione – aggiunge Siclari – abbiamo chiesto al ministro di eliminare la clausola relativa all’incompatibilità che impedisce l’accesso al bando a coloro i quali stanno già seguendo un corso di specializzazione, a meno che non rinuncino al corso che in atto stanno frequentando. Si tratta ovviamente di una disposizione sbagliata che impedisce anche solo di partecipare ad una prova selettiva, per giunta in palese discontinuità con quanto praticato da quasi vent’anni. Ed infatti mai era stata attuata una simile preclusione che crea una palese discriminazione tra i medici specializzandi del 2020 ed i colleghi omologhi degli ultimi quattro lustri”. “Per cultura e formazione – sostiene il parlamentare di Fi – siamo per la libertà e quindi anche per l’accesso libero al concorso ed abbiamo quindi chiesto al Ministro di modificare tale clausola che limitando la libertà di accesso, mortifica le ragioni di chi pur frequentando un corso di specializzazione voglia cambiare indirizzo. Confidiamo nella sensibilità del Ministro che saprà in tempi brevissimi, stante la circostanza che la scadenza del termine per la presentazione delle domande è fissata per il prossimo 6 agosto, ristabilire la giustizia e l’equità di accesso alla selezione. Avevamo proposto di aumentare il numero di posti di specializzazione, stante la carenza strutturale di specialisti che il nostro sistema sanitario sconta da troppi anni, ma mai ci saremmo aspettati che addirittura si impedisse l’accesso a chi vuole specializzarsi, ha concluso così il senatore azzurro”.

Marco Siclari, senatore di Forza Italia, salva due ragazzi in mare: «Una giornata che porterò nel mio cuore»

19  LUGLIO 2020

«È una giornata che porterò sempre nel mio cuore: il 19 luglio del 2020 che voglio condividere con tutti voi, amici miei. Ho appena soccorso e salvato due ragazzi di 15 anni, che chiedevano aiuto, lontano dalla riva, rischiando di annegare. Solo chi è cresciuto in questi luoghi, come me e tanti altri, conosce il fascino e la pericolosità delle fortissime correnti dello Stretto di Messina». Comincia così il post del senatore di Forza Italia Marco Siclari che sul suo profilo Facebook ha raccontato di aver salvato due ragazzi in difficoltà in acqua a Villa San Giovanni, in Calabria. 

«Un pallone tirato a largo, oltre gli scogli che proteggono la costa, stava costando la vita a due ragazzi che si sono tuffati per recuperarlo - scrive il senatore - Ho capito da subito che stavano correndo un rischio altissimo ed appena hanno alzato le mani, circa 50 metri dagli scogli, sono andato con l’unico mezzo che ho trovato in spiaggia e che gli avrebbe permesso di aggrapparsi per riposare nel caso in cui non fossimo riusciti a rientrare a riva. Li ho raggiunti con un materassino che ho utilizzato come “salvagente”, si sono aggrappati ed hanno riposato.

Il primo una volta che ci siamo avvicinati, piano piano, agli scogli è tornato a riva da solo, il secondo non è riuscito più a nuotare e l’ho accompagnato fino alla riva».

«In molti hanno tifato per questi due ragazzi, anche urlando dagli scogli e dalla riva - aggiunge Siclari - Sono felice di averli aiutati, sarà lo spirito del medico sempre pronto ad intervenire, ma ho capito di averlo salvato, soltanto quando i suoi amici gli hanno detto: “hai 15 anni, fai una foto con chi ti ha salvato la vita”. Ciascuno di noi può essere utile al prossimo, anche io, cresciuto al mare sin da piccolissimo, sono stato salvato in due diverse occasioni e posso capire cosa si prova in quei momenti».

«Ai ragazzi in particolare modo raccomando di avere prudenza - conclude il senatore - affinché l’estate possa entrare nei loro cuori e nei loro ricordi per i momenti di felicità e serenità trascorsi con gli amici e con la loro famiglia. Grazie al Cielo è finito tutto bene»

Ponte sullo Stretto, Siclari presenta una mozione: «Opera essenziale per il rilancio»

6 GIUGNO 2020

«Con i colleghi senatori abbiamo presentato una mozione in Senato a prima firma Gabriella Giammanco (Sicilia) e seconda firma il sottoscritto (Calabria) per chiedere al Governo l'impegno alla realizzazione del Ponte sullo Stretto». Lo scrive in una nota il senatore di Fi Marco Siclari.


«Si tratta di un'opera strategica ed essenziale per il rilancio del meridione e soprattutto per far uscire dall'isolamento la Sicilia. È l'unica opera infrastrutturale che consentirà di avere anche al Sud l'alta velocità e alta capacità ferroviaria necessarie per lo sviluppo e la competitività delle regioni meridionali a livello europeo ed internazionale è necessario per il rilancio dei porti commerciali e del turismo».


«Del Ponte - ricorda Siclari - si parla da tantissimi anni, ricordo sin dai tempi della scuola superiore, ho partecipato a dibattiti sul collegamento stabile con la Sicilia prendendo chiaramente posizione a favore per la realizzazione del Ponte, ma alle parole, tranne che durante il governo Berlusconi, non sono mai seguiti i fatti. Oggi si sono espressi favorevolmente anche esponenti importanti del governo, ma è il momento di dimostrare la volontà di aprire al Sud con le grandi opere e la “vera” alta velocità prevista con la realizzazione del Ponte ribadisco necessari per il rilancio dei porti commerciali, del turismo e dell’occupazione sana e stabile» ha così concluso il senatore azzurro.

Coronavirus, Siclari (Fi) annuncia: 'Accolta nostra proposta sulla plasmaterapia'

15 Maggio 2020

Siclari, infatti, aveva audito in commissione Sanità il professor De Donno. Successivamente, l’esponente azzurro aveva rivolto un appello all’Aifa, al Ministero della Salute ed all’Istituto Superiore di Sanità, chiedendo l’inserimento del dottor De Donno e dell’Ospedale di Pavia nel progetto nazionale – tavolo scientifico per l’efficacia della plasmoterapia per Covid-19, così da arrivare il prima possibile all’utilizzo della terapia. Richiesta accolta dall’Aifa.

«Ad oggi – fa sapere Siclari – sono 46 le persone guarite su 48 curate, cioè il 96%». Il capogruppo di Forza Italia in commissione Salute esprime la propria felicità «da medico e da senatore per aver accelerato i tempi per arrivare alla cura ed aver contribuito a scrivere una bella pagina per il nostro Paese, sulla terapia che sta vincendo questo maledetto virus. Forza Italia sin dall’inizio sta contribuendo con proposte concrete e serie a favore dei cittadini e del Paese»

L’allarme inascoltato di Siclari del 31 gennaio
Il senatore: «Persi 90 giorni contro il Covid-19»

2 Maggio 2020

Era il 31 gennaio, giorno di audizione in Senato del ministro della Salute Roberto Speranza. Cinque giorni prima, Marco Siclari, giovane senatore calabrese di Forza Italia aveva lanciato un appello inascoltato sui rischi della pandemia da Coronavirus. Già si erano persi quattro giorni dal suo appassionato intervento in Senato e ancora nessuno immaginava quello che sarebbe capitato da lì a poco. Il 31, con molta discrezione, il Governo lanciava uno stato di emergenza di sei mesi, a fini precauzionali, ma nessuno era stato adeguatamente informato. Dopo la relazione del ministro, l’intervento del senatore Siclari, medico e dirigente sanitario, era stato ancora più intenso e vibrante di quello di pochi giorni prima. Siclari aveva intuito la gravità della situazione e ne aveva tracciato gli scenari, senza descrizioni apocalittiche, ma non per questo meno allarmanti.
«Parliamo di sanità pubblica – aveva detto Siclari –. Parliamo della tutela della salute e della vita dei nostri cittadini, soprattutto dei più deboli». Siclari si rivolge al ministro Speranza: «Abbiamo ascoltato con estrema attenzione la sua relazione che condividiamo, ma non basta. Non basta perché non riferisce provvedimenti concreti ed efficaci per prevenire nell’immediato il contagio di ciò che potrebbe rappresentare una gravissima pandemia, forse la più grave degli ultimi cent’anni. E per recuperare tempo prezioso, soprattutto prima che si diffonda in Italia, così com’è accaduto in due mesi in Cina, in soltanto due mesi, da novembre ad oggi. Ministro, abbiamo ascoltato anche le dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha ammesso che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è elevato. Sia per la sua aggressività sia per la sua pericolosità e soprattutto per la facilità con cui si trasmette tra le persone. Si trasmette come un virus influenzale: ciò vuol dire che fra tre mesi avremo picchi massimi, entro aprile, forse maggio. Dalla sua relazione si evidenzia che non abbiamo dati certi, non conosciamo il numero degli ammalati, non abbiamo certezza di quante persone siano guarite. Non sappiamo dove sono finiti i cittadini che hanno lasciato Wuhan e sono arrivati in Italia nell’ultimo mese, duemila e quattrocento persone».
«Lei ha dichiarato – ha proseguito Siclari nel suo intervento del 31 gennaio – che in Italia abbiamo i controlli più alti e ha chiesto una riunione internazionale di tutti i ministri della Salute dell’Unione Europea per capire come affrontare la situazione. Ministro, io le consiglio di andare in Europa e di portare quelle che sono le nostre indicazioni. Noi abbiamo i migliori scienziati al mondo, la migliore ricerca al mondo, e non dobbiamo aspettare che gli altri ci dicano, gli altri ministri degli altri Paesi europei come dobbiamo intervenire».
Siclari chiedeva al ministro di diffondere un messaggio per comunicare «come contenere la trasmissione del contagio nell’immediato, cosa che oggi non è accaduto. Contatti l’ambasciata cinese, signor ministro, e faccia contattare dall’ambasciatore tutti i cinesi che sono arrivati nell’ultimo mese in Italia. Facciamo degli esami clinici per vedere se ci sono portatori sani di questo virus, perché non lo sappiamo, e consigliamo a tutti di indossare le mascherine: negli aeroporti, nei treni, nei centri commerciali, nei punti affollati. Non dobbiamo vergognarci, non dobbiamo aspettare magari di dirlo tra una settimana quando sarà già tardi». Era il 31 gennaio, il senatore Siclari, cui non vogliamo attribuire il ruolo di Cassandra, aveva messo in guardia il ministro della Salute, l’intera aula del Senato. Aveva lanciato un allarme preciso e circostanziato, da uomo di medicina. Non è stato ascoltato. Anche se poi il suo documento di prevenzione da epidemia (un accurato decalogo delle cose da fare) è stato perfino apprezzato al livello europeo
Sono stati persi 90 giorni, non sappiamo quanto avrebbe potuto essere circoscritto e limitato il contagio: il 21 febbraio è scoppiato il caso Codogno, il giorno d’inizio di questa disgraziata guerra contro il nemico invisibile che ancora non si è riusciti a domare. Sono seguiti i provvedimenti di chiusura (fa fine dire lockdown, attenua la gravità dell’isolamento forzato in casa), a cascata, in modo generico, imponendo restrizioni, cambiando continuamente le misure, nel disperato tentativo di non sbagliare. Eppure, quando tutto questo sarà finito – perché dovrà pur avere una fine – bisognerà chiedersi degli errori, delle incapacità, delle lampanti incompetenze che hanno guidato la strategia del fronte antivirus.
Non è rimasto solo Siclari, inascoltato, come è avvenuto per il dott. Salvatore Spagnolo (calabrese di Simeri Crichi, chirurgo a Rapallo) che suggeriva con convinzione l’uso dell’eparina per bloccare le morti da embolia polmonare che il coronavirus continuava a provocare in misura crescente. Due medici, due calabresi. Appassionati del loro lavoro, nel credo d’Ippocrate, e calabresi “emigrati” come tante altre centinaia di teste pensanti, eccellenti risorse nel campo della scienza, della tecnica, della cultura, costretti a lasciare la propria terra per assenza di opportunità.
Per troppo tempo abbiamo permesso a chi ci governa di decidere per i nostri giovani, ovvero non decidere ignorando colpevolmente le loro capacità e competenze, rubando letteralmente il futuro a migliaia e migliaia di laureati e ricercatori. Un impegno che la nuova Giunta ha promesso di prendere seriamente a cuore. Noi ci saremo, non solo come rigorosi giornalisti testimoni della realtà regionale, ma soprattutto come calabresi che hanno a cuore questa terra e il futuro delle nuove generazioni. Servono risorse (e ci sono, l’Europa ce le dà, i passati governanti sono stati capaci di restituire milioni di euro non utilizzati!), ma serve l’intelligenza di aprirsi al confronto, ascoltare anche l’avversario politico, se il fine ultimo è il bene comune. Il nuovo governo regionale sta mostrando una inaspettata vitalità, una grande voglia di determinazione e di risultato. L’opposizione, per favore, smetta di fare polemiche montate sul nulla e presenti progetti, proposte, idee e dialetticamente si confronti: l’assemblea regionale deve diventare protagonista di questa voglia di cambiamento che tutti i calabresi chiedono a gran voce. È finito il tempo delle manovre di Palazzo e delle clientele: insieme si possono vincere tutte le sfide, anche le più grandi. E quando si sarà sconfitto il nemico di oggi bisognerà essere già pronti a costruire il domani che oggi, in piena emergenza, non bisogna assolutamente smettere di progettare. Non è solo un auspicio, è una drammatica necessità a cui tutti sono chiamati, ognuno per la sua capacità e la propria competenza, dovrà dare il meglio, pensando ai ragazzini smarriti di oggi di fronte al misterioso virus che li ha tolti da scuola e li trattiene a casa. Questi ragazzini si ricorderanno di questi terribili giorni, capiranno quanto ha pesato il sacrificio di medici, infermieri, operatori sanitari morti per assistere e salvare altre vite, e apprezzeranno quello che oggi scienziati, imprenditori politici hanno saputo progettare e costruire, per restituire un futuro che non potrà più essere rubato.

Siclari (Fi): “App Immuni non risolve il problema. Non mettete a rischio il paese perseverando nella confusione”

29 aprile 2020

«L’applicazione Immuni che il Governo sta predisponendo e promuovendo costituirà il più grande fallimento della politica governativa di emergenza e prevenzione da covid. L’app avrà sicuramente alcune sue applicazioni valide, ma non è la soluzione per il Covid19.Le funzionalità previste da Immuni avrebbero potuto aiutarci prima dell’ingresso del virus in Italia per individuare ed isolare da subito i primi contagi e bloccare quindi la diffusione del virus.

Oggi, invece, con l’enorme diffusione del virus che ha ormai contagiato milioni di persone in Italia, compresi gli asintomatici ed i paucisintomatoci, non ha alcun senso l’utilizzo di tale applicazione se non quella di ingenerare ulteriore confusione e di proseguire nella gestione dell’emergenza del contagio in maniera superficiale ed estemporanea. Milioni di asintomatici positivi, potranno contagiare inconsapevolmente i nostri concittadini senza essere individuati dalla APP».A dichiararlo è il senatore forzista Marco Siclari che in vista della Fase 2 chiarisce diversi aspetti. «La Fase2 non può essere come la prima, ne peggio, ma se il Governo propone cavalli di Troia attraverso “armi di distrazioni di massa” e “non di individuazione del virus” ne usciamo tutti con la salute danneggiata e con l’economia del Paese distrutta. Non serve un Premio Nobel per confermare quanto detto. Attenzione a non perseverare in un grave errore», ha così concluso il Senatore azzurro.

Coronavirus, Siclari: «Per la fase 2 assicurare necessità cliniche e sanitarie»

29 Aprile 2020

Su proposta del partito nazionale, il senatore Marco Siclari ha organizzato e coordinato, come capogruppo di Forza Italia in Commissione Salute al Senato, un incontro con le massime istituzioni della sanità italiana per discutere degli scenari e dei possibili sviluppi dell’emergenza covid.

Hanno partecipato il Vive Presidente di Forza Italia Antonio Tajani, il Responsabile Nazionale dei Dipartimenti di Forza Italia Giorgio Mulè, il Vice Capogruppo al Senato Lucio Malan, il Responsabile Nazionale del Dipartimento Affari Costituzionali Francesco Paolo Sisto, la Responsabile Nazionale del Dipartimento Ambiente e Territorio Alessandra Gallone, il Responsabile Nazionale del Dipartimento delle Professioni Andrea Mandelli, Urania Giulia Papatheu, Filippo Anelli, Presidente Nazionale Federazione degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri, Alberto Oliveti, Presidente ENPAM, Antonio Magi, Segretario Generale del SUMAI Sindacato unico di medicina Ambulatoriale Italiana e Presidente Ordine dei Medici di Roma, Barbara Cittadini, Presidente Nazionale AIOP Associazione Italiana Ospedalità Privata, prof Massimo Andreoni, Direttore Scientifico Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, Direttore Dipartimento del policlinico Tor Vergata, Guido Quici, Presidente CIMO Coordinamento Italiano Medici Ospedalieri, Paolo Biasci, Presidente Coordinamento Italiano Medici OspedalierI Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Nicola Ferrara, Past President e membro del consiglio Società Italiana di Gerontologia e Geriatria. 

«Dall’incontro, durato oltre due ore – si legge in una nota di Siclari – sono emerse le necessità cliniche e sanitarie che la fase 2 dovrà assicurare, in particolare la necessità di isolare i nuovi casi, l’esigenza di effettuare tamponi di massa, la dotazione dei dispositivi di protezione individuale a tutta la popolazione, il rischio di trasferire il contagio da altre regioni a quelle del Sud a causa della confusione generata dai DPCM, e il rischio della seconda ondata che occorre prevenire. Il Governo si sta mostrando impreparato a gestire l’emergenza anche della cosiddetta fase 2 e non ha elaborato ne seguito, oltre al lockdown, un piano pandemico con procedure certe e protocolli condivisi, ma si è mosso a vista, scontando quindi confusione ed improvvisazione».

«Nella fase due bisogna potenziare la rete sanitaria territoriale che sia in costante sinergia con i presidi ospedalieri, adottare protocolli nazionali che limitino al massimo le iniziative delle singole regioni al fine di evitare che si creino differenze territoriali a danno dei cittadini che potrebbero agevolare l’insorgenza di focolai di contagio. Forza Italia ritiene vitale mantenere il contatto, come da sempre, con tutte le associazioni di categoria, e con chi in questo caso rappresenta i pilastri dell’assistenza sanitaria per conoscere le esigenze e veicolare nelle sedi istituzionali quanto emerge dal confronto».

«È necessario ridurre il contagio e circoscrivere il rischio non soltanto per mettere in sicurezza la salute dei cittadini ma anche per fare riparte l’economia del Paese altrimenti il contagio del virus e la paura del contagio, produrranno effetti irreversibili anche sull’economia portando alla fame molte famiglie. Serve un piano pandemico serio, condiviso che coinvolge tutti gli attori della salute e dell’impresa. La sanità, inoltre secondo Forza Italia ed anche tutti i rappresentanti degli stati maggiori della salute, non può essere considerata una “spesa”, ma deve essere vissuta come un investimento per il nostro Paese e per la salute dei nostri cittadini. Basta tagli alla salute».

RAID FONDAZIONE FALCOMATÀ, SICLARI (FI): VICINI A GIUSEPPE E A TUTTI I REGGINI

25 APRILE 2020

“Ho telefonato, appena saputo del vile gesto compiuto a danno della fondazione “Italo Falcomatà” al sindaco e figlio Giuseppe Falcomatà per esprimergli tutta la mia vicinanza e solidarietà”.
Il senatore reggino Marco SICLARI mette da parte ogni posizione politica per abbracciare una ferma condanna a chi “ha tentato di infrangere il ricordo di Italo Falcomatà, un esempio di uomo e di amministratore che nessun raid potrà mai cancellare dalla mente di chi lo ha conosciuto. Sono convinto che i reggini onesti e perbene che sono la stragrande maggioranza, metteranno all’angolo chi compie gesti così deprecabili. A Giuseppe va il mio sostegno nella consapevolezza che questo dolore renderà ancora più vivida la memoria di un uomo e un sindaco che ha contribuito a rendere Reggio migliore”, ha concluso il senatore azzurro.

Siclari: Feltri venga in Calabria

22 APRILE 2020


«Se occorre andare in missione di guerra o di pace il Sud, più di qualunque altro territorio, offre donne e uomini che per amor di patria sostengono l’Italia intera. Durante l’emergenza Covid-19, il Sud offre assistenza sanitaria sottraendosi ossigeno e posti in terapia intensiva per curare con rispetto, dedizione e fratellanza i fratelli del Nord. Quando il governo investe in crescita ed infrastrutture per il Nord, il Sud cede la propria quota economica per partecipare con amore allo sviluppo dell’Italia intera. Quando le fabbriche del nord hanno bisogno di operai, il Sud offre genitori e figli che sacrificano famiglia e affetti per creare con orgoglio il nostro Made in Italy. Quando il Nord aveva bisogno di insegnanti, la maggioranza di loro provenivano dal Sud e con coscienza, hanno riempito di cultura il Nord».
A dirlo è il senatore di Forza Italia Marco Siclari.

«Sicuramente – prosegue – non siamo stati bravi a pensare prima a noi stessi, ma per un semplice motivo, perché siamo distratti dalla nostra ricchezza: l’altruismo, la solidarietà, la determinazione, l’orgoglio, la dignità, il rispetto, l’amor di patria, la fratellanza che abbiamo messo al servizio dell’Italia intera rendendola straordinariamente bella e unica. Vittorio Feltri e Mario Giordano noi siamo felici di essere ricchi in questo modo, adesso venite in Calabria a conoscere coloro che hanno portato l’Italia a diventare il bel Paese che è».

SICLARI: “L’ASP DI REGGIO VALUTI LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA DEI BIOLOGI”

22 APRILE  2020

«In questo momento  di estrema emergenza sanitaria, come ha già fatto L’ASP di Cosenza, anche l’ASP di Reggio Calabria valuti l’importante opportunità di procedere con lo scorrimento della graduatoria dei biologi per riempire quel vuoto che manca nel settore.  Soprattutto durante emergenza legata alla pandemia da covid-19 potrebbe essere una scelta di buon senso anche a tutela della salute dei cittadini reggini per accelerare l’erogazione dei servizi essenziali». Lo ha dichiarato il senatore azzurro Marco Siclari.

Ponte sullo Stretto, Siclari: 'Si realizzi con il Recovery Fund'

1 Agosto 2020 

“Il Sud ha atteso per decenni le #infrastrutture promesse in alternativa al Ponte che non sono mai arrivate.L’ultima infrastruttura realizzata al Sud risale al Governo Berlusconi, con la Legge Obiettivo 2001: l'autostrada SA/RC che oggi si può percorrere senza rischi”. Il senatore forzista Marco Siclari sposando e promuovendo l'iniziativa dei colleghi siciliani si interroga sulle intenzioni del Governo Conte.

Cosa verrà promesso, oggi, da questo Governo in alternativa al Ponte? Quali progetti presenterà in Europa per utilizzare il Recovery Fund? Il progetto del Ponte è già presentabile per ottenere i fondi. Tutti sono a conoscenza che il progetto del Ponte, già prevede l'alta velocità ferroviaria per risollevare il Turismo e l'alta capacità ferroviaria che farebbe rinascere i nostri Porti commerciali del Sud”, ha concluso il senatore azzurro. «Partecipo e plaudo alla manifestazione organizzata a Messina a favore della grande Opera utile al rilancio del sud Italia e dell'intero Paese».

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