10/1/2013 Assistenza domiciliare anziani e disabili: varata la riforma del sistema.

Si estende a tutto il territorio di Roma, a partire dal 1°marzo, il nuovo sistema di assistenza domiciliare per anziani e disabili, testato per alcuni mesi in quattro Municipi. Il provvedimento è stato adottato dalla Giunta capitolina dopo il lavoro di analisi e valutazione della fase di sperimentazione, effettuato congiuntamente dall’Assessorato alle Politiche sociali, dai Municipi, dalle organizzazioni di rappresentanza degli utenti, dalle centrali cooperative e dalle organizzazioni sindacali.

Tra gli obiettivi della riforma c’è innanzitutto l’allargamento del numero degli assistiti (1500 in più), con abbattimento del 25% delle liste d’attesa (che attualmente conta 5800 utenti: 1.800 disabili, 3.900 anziani e 100 minori); segue poi la diversificazione dell’offerta di servizi, con attività di gruppo, “assistenza famiglia”, interventi su misura e con la possibilità per il cittadino di trasferire il servizio di assistenza da un Municipio all’altro.

La riforma trova nel nuovo Piano regolatore sociale, approvato dalla Giunta capitolina il 12 ottobre 2011, gli strumenti per la sua attuazione: la riorganizzazione del sistema di assistenza domiciliare nella direzione di una maggiore efficienza; l’introduzione del ‘bisogno’ come unico misuratore degli interventi, per garantire una maggiore equità sociale; l’utilizzo di procedure omogenee di presa in carico degli assistiti e di tracciabilità degli interventi, per consentire un facile trasferimento dei servizi offerti al cittadino; la valorizzazione del lavoro dei Municipi e del terzo settore.

Razionalizzazione della spesa
L’Amministrazione capitolina impegna 70 milioni di euro l’anno per assistere 9.400 cittadini: 22 milioni per l’assistenza domiciliare di 4.200 anziani, 44 milioni per 4.500 persone con disabilità, 4 milioni per 700 minori, con una spesa media annua pro capite, rispettivamente, di 5.250, 9.750 e 5.700 euro. Ma la cifra sinora realmente spesa, a fronte dello stesso intervento, varia anche considerevolmente da un Municipio all’altro. La riforma del servizio tende, invece, a stabilire dei budget individuali standard, in relazione al “bisogno” dell’utente. Sono previsti, inoltre, interventi per due o più assistiti – anziani o disabili – conviventi (cosiddetta Assistenza famiglia) e attività di gruppo, grazie al lavoro del terzo settore.

Tracciabilità e trasferimento degli interventi
La tracciabilità degli interventi, altro tassello della riforma, si ottiene con un sistema (garantito in termini di riservatezza dei dati) che associa ad ogni utente un file su cui viene registrato il piano di intervento, il servizio erogato, le variazioni intervenute; gli aggiornamenti sono a cura dell’operatore, dello stesso utente (o di un familiare di riferimento) e del responsabile municipale del Piano. Questo sistema consente, perciò, il trasferimento tra Municipi diversi del piano dei servizi erogati ad un assistito, grazie ad un semplice nulla osta amministrativo per l’accesso alla base dati così creata.


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