INFLUENZA A. ALEMANNO: MASSIMO IMPEGNO

 INFLUENZA A. ALEMANNO: MASSIMO IMPEGNO

Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno ed il Prof. Aiuti, stanno dando il massimo impegno per le opere di prevenzione e di vaccinazione, seguendo le direttive del ministero e della Regione.

E’ partita la campagna di vaccinazione antinfluenzale. Inizialmente la vaccinazione sarà effettuata solo al personale sanitario e socio – sanitario ed alle donne nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. In seguito, il ministero distribuirà i vaccini ad individui con gravi patologie considerati a rischio di infezione.

INFLENZA N I : COME DIFENDERSI , PREMUNIRSI E COME COMPORTARSI

Differenze tra l’influenza A e l’influenza stagionale

I sintomi dell’influenza N I sono quelli classici, propri dell’influenza stagionale:

– febbre alta, sopra i 38 gradi, tosse, brividi, debolezza muscolare, dolori articolari, mal di testa e nei casi pi gravi anche difficoltà respiratorie.

Altri sintomi possono essere nausea, vomito e diarrea.

La nuova influenza si individua raccogliendo un campione di secrezioni respiratorie attraverso un tampone nasale. Colpisce in particolare bambini e ragazzi tra i 4 e i 15 anni, molto meno gli adulti e gli anziani.

Cosa fare in presenza di questi sintomi?

E’ consigliato restare a casa, mettersi a letto e bere molti liquidi, per riprendere quelli persi con la febbre e la sudorazione. I farmaci che si possono usare autonomamente sono gli antifebbrili, in particolare il paracetamolo,

Si consiglia di evitare il pi possibile contatti diretti con altri familiari, di cambiare spesso l’aria della stanza aprendo le finestre e, in caso di tosse o starnuti, di mettersi un fazzoletto davanti alla bocca per ridurre il rischio di contagio.

Oltre i quattro giorni di febbre alta e con difficoltà respiratorie elevate, è bene consultare il medico. Sarà il dottore stesso eventualmente a suggerire il ricovero ospedaliero nei casi più gravi o a prescrivere gli antibiotici. Il prolungarsi della febbre può essere causato anche da infezioni batteriche che si manifestano in un secondo momento al virus e che possono dar luogo ad esempio alla polmonite. Bisogna evitare accuratamente gli antibiotici fai-da-te.

Come premunirsi?

Il virus della nuova influenza si diffonde attraverso starnuti e colpi di tosse.

Ci si può premunire riducendo i rischi di contagio, innanzitutto lavarsi bene e a lungo le mani soprattutto se si frequentano luoghi pubblici (uffici, mezzi di trasporto, ecc); evitare di portare alla bocca o vicino agli occhi le mani non lavate; utilizzare la mascherina nei luoghi affollati; usare fazzoletti di carta e buttarli subito dopo; come prevenzione seguire una dieta che privilegi frutta, fibre, verdure e minerali; non eccedere nel cibo, evitando di prendere chili di peso; diminuire il numero di sigarette o meglio ancora smettere di fumare.

Quali complicanze può avere questo virus 1 Ni?

Le complicanze dell’influenza A sono rare. Comunque, quelle che si registrano coi maggiore frequenza sono a danno dell’apparato respiratorio, come bronchiti o poi- moniti. Raramente vengono colpiti altri organi. I tempi di incubazione dell’influenza A sono gli stessi dell’influenza stagionale: devono quindi passare dai due ai quattro giorni prima che inizino a manifestarsi i sintomi della malattia. In ogni caso, anche a guarigione avvenuta, è bene che si resti a casa per una settimana dal momento della comparsa dei primi sintomi.

 

Gli antivirali si possono utilizzare , per curare l’influenza A nei bambini?

Solo con due specifiche: al primo sospetto di influenza nei bambini con malattie croniche (categoria a rischio), oppure se i bambini sono ricoverati in ospedale e presentano un aggravamento della sintomatologia (respiratorio, ad esempio con polmonite che non risponde ai trattamenti). L’antivirale di cui si parla è l’oseltamivir, l’unico utilizzabile con i bambini per via orale. Ma in tutti gli altri casi gli antivirali non si usano mai in quanto si ha un’efficacia che si esplica solo nelle prime 48 ore dal contagio. E non sono privi di rischio: sono infatti molto frequenti gli effetti collaterali, a danno del sistema nervoso centrale. Idem per gli adulti.

Chì deve vaccinarsì, chi non può:
La vaccinazione è fortemente raccomandata alle donne in gravidanza (ma solo dopo il terzo mese), ai bambini tra 6 mesi e 12 anni con patologie che vanno dall’asma bronchiale alle cardiopatie, dal diabete a gravi malattie neurologiche, agli obesi che hanno difficoltà respiratorie, agli anziani con forti fattori di rischio (precedenti ictus e infarti, malattie cardiovascolari croniche, eccetera).

Ovviamente consigliata la vaccinazione anche ai familiari e a chi è a stretto contatto con soggetti ad alto rischio.
Devono invece evitare accuratamente di vaccinarsi gli allergici all’uovo (perché il virus per il vaccino viene coltivato nell’uovo) e le persone fortemente debilitate, non perché sia dannoso ma inefficace.

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