23/11/2012 "Osserviamo", il progetto per prevenire i disturbi dello sviluppo infantile.


Sono 1090 i bambini tra i 3 e i 4 anni di 45 scuole d’infanzia comunali che hanno partecipato al progetto sperimentale OsserviAmo – finanziato da Roma Capitale e condotto in collaborazione con il Dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell’Università Sapienza – che ha l’obiettivo di monitorare i potenziali sintomi di difficoltà nello sviluppo emotivo, motorio, linguistico e cognitivo dei bambini. Attività di osservazione e prevenzione avvalorata dai dati secondo i quali il 15% degli adolescenti problematici manda segnali di disagio già prima dei 6 anni d’età.

Attraverso i questionari formulati da specialisti di Neuropsichiatria Infantile della Sapienza i genitori hanno potuto segnalare eventuali preoccupazioni per qualche comportamento dei bambini. “Quando necessario – ha spiegato l’assessore De Palo – hanno incontrato l’équipe del Prof. Levi per valutare insieme, attraverso l’attivazione di una corsia preferenziale chiamata “Semaforo Verde”, se si trattasse solo di difficoltà transitorie o se, invece, dietro quei segnali si nascondeva un problema più delicato”.

Grazie allo screening si è scoperta, per il 6% dei bambini su cui sono state riscontrate delle difficoltà di sviluppo, l’esistenza di disturbi lievi e meno lievi che prima non erano stati diagnosticati. In particolare sono emersi problemi nell’area motorio–prassica, come goffaggine o scoordinamento che in alcuni casi, se non presi in tempo, potrebbero degenerare in isolamento o in fenomeni più gravi come aggressività o depressione nell’età scolare.
I risultati dello screening, effettuato durante lo scorso anno scolastico su un campione di bambini distribuito omogeneamente nelle scuole d’infanzia di tutti i municipi del territorio cittadino, è stato presentato dall’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani, Gianluigi De Palo, insieme a Gabriel Levi, direttore dell’ambulatorio generale di Neuropsichiatria Infantile presso l’Università Sapienza e a Carla Sogos, del dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile della stessa Università.

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