VERSO IL CONGRESSO. STAMPA, POLITICA E CITTADINI, TUTTI INSIEME PER L'ITALIA

Cari amici, ho sempre creduto che ogni istituzione va governata secondo alcuni principi di base imprescindibili: trasparenza, competenza, onestà e passione. L’obiettivo di ogni azione politica deve riguardare l’interesse del Paese e della collettività. E’, di fatto, affidato a noi politici il destino del nostro Paese, dei giovani, degli anziani, dell’economia, dei cittadini e delle loro famiglie. Oggi, purtroppo, anche l’ Italia respira l’ aria di crisi che avvolge tutte le “grandi potenze” fino ad interessare ogni singolo cittadino. La Comunità Europea e gli Stati Uniti d’America hanno registrato da sempre, negli ultimi anni, lo sviluppo e la crescita economica delle nuove potenze, ma soltanto oggi provano a reagire ad una mancanza di intenti che ha generato la crisi. Manca, a mio modesto parere, da sempre, una “Governance Europea” in grado di controllare e garantire l’ economia delle nostre imprese e dei nostri Stati ormai dentro un sistema economico/finanziario internazionale frutto della globalizzazione. La politica, inoltre, oggi, non e’ in grado di dare le dovute risposte perchè “prigioniera della stampa” poco rispettosa del proprio ruolo e di un “sistema elettorale” che ha permesso ai parlamentari eletti l’indipendenza dal contatto col popolo.

Credo che in Italia vivono 2 grandi crisi oltre quella economica e finanziaria: la “crisi dell’informazione vera” , rispettosa dell’intelligenza e della cultura del popolo italiano e del Paese stesso e la “crisi d’identitá” dei partiti e dei politici. Nel primo caso i quotidiani sembrano dare più spazio a spicciole e futili informazioni che rispecchiano il modello mediatico di “uomini e donne” piuttosto che evidenziare ciò che interessa i giovani, gli anziani, i cittadini e le proprie famiglie. Il principale ruolo della stampa, rispetto alla politica, ruota attorno alla ricerca della notizia che può riguardare la vita privata del politico stesso. Si assiste alla pubblicazione puntuale e senza pudore di tutto ciò che ruota nella sfera della privacy di un uomo o di una famiglia. L’obiettivo è svelare il peccato del politico non il reato che è cosa ben diversa per un amministratore. Tradimenti sentimentali o fiction apparentemente reali su base sessuale impoveriscono il ruolo dei giornalisti e si colpisce sempre e solo il politico indipendentemente che sia di destra o di sinistra recando danno solo al nostro Paese. Dove si vuole arrivare? Il politico è il nostro nemico a prescindere? Se così fosse significa che la democrazia è in pericolo. Il cittadino ad ogni elezione esercita un proprio diritto, quello del voto, diritto ottenuto dopo tante battaglie e tante vite sacrificate per la nostra libertá. La stampa non può uccidere la democrazia condizionando la politica ricercando solo l’ elemento perverso del peccato dell’uomo nella propria vita privata. L’alternanza di Governo non può dipendere da ciò che riporta la stampa sulla vita privata dei politici. La giusta alternanza deve essere il risultato del voto frutto di un pensiero più profondo che permette i cittadini di conoscere e di valutare le azioni di Governo, maggioranza e minoranza. Solo attraverso la “giusta e vera informazione” svolta dai quotidiani permetterebbe alla stampa di riconquistare quel ruolo guida di un Paese che merita rispetto e dando, in questo modo, grande impulso allo sviluppo stesso del sistema Italia. Governare non è un gioco ed ognuno di noi, cittadino o politico o professionista, è responsabile del successo o meno del Bel Paese.Il secondo punto è frutto di un sistema elettorale che ha determinato la mancanza, ai cittadini ed ai politici eletti nei vari comuni, dei riferimenti parlamentari. I partiti vivono una crisi esistenziale, non riescono a rappresentare quel collante tra il territorio ed il parlamento e sembrano, quindi, essersi snaturati del proprio ruolo.

È pur vero che i politici criticati dal sistema sono la minoranza rispetto alla molteplicità degli stessi presenti in tutto il territorio italiano. Non è onesto attribuire responsabilitá di altri anche a chi eletto direttamente, diversamente da molti parlamentari, vive sul territorio e ascolta i cittadini. Il politico onesto e rispettoso del proprio ruolo e della collettività esiste e non trova,però, spazio tra gli interessi della stampa distratta da notizie semplici e di interesse cittadino.

Chi vive il partito e chi amministra, rispetto alla stampa, sembra vivino in maniera astratta, sia essi lavorino sia essi non lavorino. La stampa non scrive nulla sul buon operato degli eletti tra “” minori come minore è il mio ruolo rispetto ad un leader di partito. Sorge spontanea una domanda: cosa deve fare un politico “normale” per comunicare al popolo quanto fatto? Quale forza economica deve possedere per farlo privatamente? Se la stampa, quindi, non è rispettosa del ruolo che ricopre uccide quei “politici normali” che, vivendo per passione e cultura il proprio ruolo tra la gente, potrebbero rappresentare l’alternativa valida per amministrare un comune o governare il nostro Paese.

E’ bene, quindi, che i giornalisti diano, anch’essi, un segnale di rispetto verso il popolo e l’Italia, mettendo in condizioni i politici di poter dire quanto fatto ed i cittadini di poter giudicare il loro operato con grande saggezza e capacitá.

L’operato dei politici deve però basarsi, sempre, su alcuni principi imprenscindibili che sono la competenza, la trasparenza, l’onestá e la passione. Il primo di questi è la competenza, bisogna cercare di affidare ogni singolo incarico alla persona che vanta maggior preparazione in quel determinato settore. Non deve essere più permesso ad alcuno di rendere il merito direttamente proporzionale alle conoscenze piuttosto che alla conoscenza.

Il secondo di questi principi è la trasparenza: si deve governare in maniera tale che gli amministrati possano controllare ogni decisione e valutarla con obiettività. Il terzo è quello dell’onestà: chi amministra la cosa pubblica gestisce il denaro di tutti e non deve permettersi di destinarlo ad opere che non portino giovamento sociale alla collettività o, peggio, di ritenere legittimo favorire se stesso o persone ad esso vicine.

Il quarto è quello della passione: governare significa anche sacrificarsi, dedicare il proprio tempo alla cittadinanza senza chiedere nulla in cambio. Chi non rispetta quanto scritto sopra non possiede i titoli per amministrare. Ciò detto, va messo in risalto un quinto principio assolutamente irrinunciabile: il governo partecipato. Chi amministra una collettività non può governare contro la cittadinanza o senza la cittadinanza (cosa che troppo spesso accade). Chi governa deve farlo insieme ai cittadini, sottoponendo ad essi le scelte di primaria importanza e raccogliendone le istanze. Chi non fa questo condanna se stesso e la politica ad un declino irreversibile.

Siamo ormai arrivati al limite plausibile di questo “sistema imperfetto o forse malato” che necessita solo una rivoluzione interna in qualunque settore per riuscire a riportare un ordine ed un senso. Vogliamo cambiare le sorti della nostra Italia, attuare dei cambiamenti sulla base dei principi sopra elencati, nell’interesse comune, un interesse reale verso il cittadino. Perseguiamo una linea per riportare etica e morale in poltica e tra i cittadini.

Diamo in mano ai giovani il nostro paese, guardiamo in faccia la realtà, riconosciamo i diritti fondamentali dei cittadini, degli uomini , delle donne e dei bambini, ed adoperiamoci per garantirli.

Al congresso 2011 intendo partecipare attivamente ed in prima persona. Solo attraverso il congresso possiamo conquistare il nostro ruolo e iniziare quella rivoluzione interna per rafforzare l’Italia e progettare insieme ai giovani ed alle famiglie il futuro nostro e dei nostri figli in Italia e non all’estero. Il nostro Paese non teme confronti e non ha nulla da invidiare o copiare ad altri. La campagna di tesseramento 2011 è iniziata, ed è indispensabile il vostro sostegno al progetto con il semplice tesseramento.

Il tesserMento non rappresenta l’amore o l’alleanza verso un partito, ma l’unico modo per cambiare le cose. Intendo sostenere il progetto politico nel bene del cittadino. Voglio contribuire in prima persona alla fase precongressuale ed al dibattito politico nel congresso. Più adesioni spontanee sarò in grado di raccogliere, più forza avrà la mia voce nel congresso e più capacità di incidere avranno le nostre idee, frutto dei bisogni di tutti nelle scelte politiche future.

Il termine per iscriversi è il 30 ottobre, la tessera costa solo 10 euro, è sufficiente contattarmi via mail per avere informazioni a riguardo: info@marcosiclari.it Io credo in voi…..

On. Dott. Marco Siclari

Consigliere Comunale Roma Capitale Delegato del sindaco ai rapporti tra Roma Capitale e le Università V. Presidente Comm. Bilancio V. Presidente Politiche Sanitarie.

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